La Biblioteca Calabrese

Una biblioteca specializzata nel settore bibliografico della Calabria: contenente cioè una selezione di testi di cultura e/o di autori calabresi. Al suo interno oltre alle selezioni dedicate alla storia della nostra regione ed alle storie dei suoi tanti paesi, alla letteratura e alla filosofia, all'arte e all'archeologia, alle minoranze linguistiche, al dialetto ed al folklore si possono trovare quelle riservate alla geologia, alla paleontologia e alla paletnologia, alla musica, alla flora ed alla fauna, alla moda e alla droga, alla caccia, alla pesca ed alla gastronomia, ovviamente tutte e sempre "calabresi". 

Inoltre una sezione è dedicata alla raccolta degli studi puntuali ed approfonditi sulla 'ndrangheta, fenomeno della criminalità associata, che tanto svilisce l'immagine della Calabria. Attualmente la biblioteca ospita circa 30.000 volumi tutti incernieratisulla rigorosa e selettiva specializzazione dell'argomento Calabria e più di un migliaio di testate periodiche, cessate o in corso, oltre a numerosi manoscritti, atti, documenti, brevi pontifici ed episcopali.

La Biblioteca Calabrese riserva una grande attenzione anche ai disegni ed alle stampe di carte geografiche, panorami e vedute, costumi e ritratti calabresi, con l'allestimento di un cosidetto "Gabinetto delle stanze e dei disegni calabresi", in cui si osserva un "corpus" di incisioni, acqueforti e litografie con una sezione antica - in cui sono state raccolte molte centinaia di stampe dal '500 alla fine dell' '800, relative al paesaggio, ai costumi, ai personaggi illustri ed alle carte geografiche della Calabria, fra cui il celebre "Atlante" costituito da grandi tavole incise da Antonio Zaballi, insieme con la "storia de' fenomeni del tremuoto avvenuto nelle Calabrie e nel Valdemone nell'anno 1783", completato di recente con la grande "Carta corografica della Calabria Ulteriore" di p. Eliseo della Concezione ed una moderna sezione comprendente le carte topografiche della Calabria nelle varie scale, fin qui pubblicate dall'Istituto Geografico Militare di Firenze.

In questa sezione sono conservati anche dieci eleganti disegni a penna di un aristocratico inglese dell' '800, Edward Cheney, che, attraversando la Calabria, ha ritratto il paesaggio che va da Campotenesegiù fino a Monteleone (Vibo Valentia), dal palazzo di Francia, a Palmi, a Scilla fino al duomo di Reggio.

C'è anche un decreto del 1810 relativo al "Comune di Cardeto in Provincia di Calabria Ulteriore" con l'autografo di Murat che si firma Joachim Napoleon! Vi è poi un curioso ritratto del bandito Musolino, fatto dal pittore Scorticati, eseguito nel penitenziario di Reggio Emilia, nel 1944, poco prima che fosse graziato. Nella stessa sezione sono presenti anche dei manoscritti come una lunga lettera autografa del bandito Musolino, del gennaio 1904, spedita dall'ergastolo di Porto Longone, in cui Giuseppe chiede notizie del fratellino Antonio e uno scritto polveroso e tarlato, trovato forunosamente in una vecchiacasa disabitata di Vibo valentia, con il manoscritto della "Camarra accademica" di Gaetano Massara, il medico poeta in vernacolo di Tropea, in cui mette alla berlina i suoi cittadini.

Alla scoperta del vibonese Co.G.A.L. Monteporo Serre Vibonesi

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