Il ricordo di Zio Cicco

Il miele è ancora oggi un prodotto di punta nella piccola Contrada Spaccio dove risiede l'Agriturismo "Casa del Contadino". Daniele Rombolà, il titolare della piccola Azienda ci racconta di Zio Cicco e di come sia nata questa passione per il laborioso mondo delle api.

L’apicoltura oltre ad essere una delle attività rurali dell’agriturismo "Casa del Contadino" è una passione tramandataci negli anni dal caro Zio Cicco, figura ancora molto viva nei miei ricordi di ragazzo, fondatore del piccolo nucleo rurale di contrada Spaccio ove attualmente si svolge la mia attività. Dai suoi racconti ho appreso l’arte dell’apicoltura e colto quello che era il suo amore verso l’affascinante mondo delle api.

 

Nel suo narrare vi era la magia della scoperta ed era facile attraverso le sue parole immaginarlo bambino e scalzo, come era solito alla fine degli anni ’20, infilarsi nei rovi sulle sponde della fiumara di Brattirò per raggiungere l’alveare che aveva intravisto da lontano su di una grande quercia, arrampicarsi dopo aver legato a protezione del viso soltanto un fazzoletto e immaginare di vederlo tornare a casa dalla mamma con in mano un pezzettino di miele e le punture delle api su quasi tutte le parti del colpo, gonfio e roseo, come lui raccontava. Nel dopoguerra acquisto per corrispondenza il suo primo alverare, dal giornalino “L’apicoltore” al quale si era abbonato e da qui comincio la prima produzione domestica di Miele nel comune di Drapia. Come prevedibile la prima famiglia di api diede origine ad altre e gli alveari negli anni aumentarono fino a garantire una piccola fornitura alle botteghe non solo del comune ma anche di tropea e dei dintorni. Alla fine degli anni ’90 aiutavo durante la raccolta del miele e intanto imparavo le tecniche e i segreti dell’apicoltura, grazie alle curate e pazienti spiegazioni di Zio Cicco, frutto della sua immensa esperienza e del suo grande amore per le api.


Le api ricavano il miele dal nettare e dalle sostanze zuccherine raccolte sulle piante, che in un secondo tempo arricchiscono con sostanze provenienti dal loro corpo, trasformandole e depositandole nei favi, dentro ai quali dopo un’opportuna maturazione danno origine al prodotto finito.

I periodi della raccolta sono a primavera inoltrata e in estate, quando le fioriture sono al loro massimo e le api hanno abbondanza di nettare e quindi di cibo, così non si incorre nel pericolo di lasciare denutrito l’alveare indebolendolo. Una parte dell’alveare rimane comunque sempre piena, noi portiamo via solo,i melari, dei moduli che si trovano nella parte superiore con dentro i telaini di cera riempiti di miele che le stesse api producono in eccedenza rispetto al loro fabbisogno.

 

Le varie fasi fondamentali per l’ estrazione del miele sono

DISOPERCOLATURA Che consiste, dopo aver estratto i telaini dal melario, nel togliere lo strato di cera con cui le api chiudono e sigillano i favi.

CENTRIFUGAZIONE I telaini disopercolati vengono messi dentro ad uno smielatore, una centrifuga in acciaio inox che girando fa uscire, grazie alla forza centrifuga, il miele dai favi.

FILTRAZIONE Il miele caduto sul fondo dello smielatore viene fatto fuoriuscire attraverso l’apposito rubinetto e messo dentro a un secchio.

DECANTAZIONE Che consiste nel far riposare il miele in grandi contenitori in accaio inox per fare emergere in modo naturale in superficie le piccole impurità ancora presenti nel miele.

Trascorse circa due-tre settimane si può invasettare.

 

Difficile perdere uno sciame se non per un qualche problema dovuto ad un parassita o ad un qualche batterio, le Api non lasciano mai la loro casa. Tuttavia accade tutti gli anni che un piccolo gruppo di api operaie all’interno della comunità, di nascosto alleva una nuova ape regina, solitamente negli angoli più celati dell’alveare, dove nessuno se ne accorge. Mio zio molte volte mi ha fatto aprire con delicatezza l’arnia per vedere il favo segreto della futura antagonista della regina. Antagonista perchè una volta nata, la giovane Ape viene scortata dai fedeli che si sono curati della sua nascita, fino all’Ape Regina dominante e qui si sfidano combattendo l’una contro l’altra. L’ape che riesce a conquistare la vittoria rimane regina incontrastata dell’alveare, la perdente, se ancora viva, deve lasciare subito la comunità con tutti quelli che decidono di seguirla. Da qui la sciamatura, appunto quel piccolo nucleo di api che si vede volare nelle giornate di sole in primavera in cerca di riparo dal sole, un nugolo di api più o meno grande in base a quale partito ha dovuto abbandonare la casetta di legno.

 

Questi sciami appena escono cercano subito un appoggio ben riparato solitamente nei pressi dell’alveare stesso. Noi in questo periodo mettiamo dei fascetti di viti secchi, legati ai rami degli alberi bassi con dei ganci di fildiferro, così che quando il nugolo di api si poggia su di esso, noi sganciamo il fascetto di viti con delicatezza e dopo averlo portato sopra un alveare vuoto aperto portato li nei pressi in precedenza, diamo un leggero scossone facendoli scivolare piano in questa casetta di legno che abbiamo unto di limone, essenza che alle api piace molto e serve per farle familiarizzare con l’ambiente mentre noi chiudiamo subito il coperchio.

 

Purtroppo negli anni la quantità nelle nostre campagne è diminuita, principalmente per colpa della varroa, un acaro parassita esterno che attacca le api e che si può riprodurre solamente in una colonia di api mellifere. Si attacca al corpo dell'ape e la indebolisce succhiandone l’emolinfa, e lo fa fino alla distruzione dell’intero alveare se non interveniamo. Oltre a questo penso che anche molti disserbanti usati oggi nelle nostre campagne fanno la loro parte.

 

Sicuramente le caratteristiche principali del nostro miele, oltre alla genuinità e al sapore sono l'efficienza nel trattamento degli stati influenzali, aiuta a placare la tosse perchè è un buon antibatterico naturale. Questo naturalmente lo sappiamo perchè durante l’inverno lo utilizziamo durante il periodo dei raffreddori nel latte caldo. Poi noi lo usiamo anche per le piccole scottature, lo spalmiamo sulla parte e si recepisce subito sollievo

Daniele Rombolà - Agriturismo Casa del Contadino

 

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